Una spedizione piena di guai dal 19 aprile al 2 maggio 2008

Anche
quest'anno il Sahara Club ha organizzato l'oramai consueto raid nelle sabbie
dell'erg tunisino, nel periodo che va da 19 aprile al 2 maggio. In realtà
solo tre auto erano del club, mentre le altre sei erano ospiti provenienti
dalla Sicilia e dalla Calabria.
Mai come quest'anno il raid è stato funestato da innumerevoli guasti
e problemi, tanto da renderlo una vera odissea, ma, così come la vera
opera epica, ha avuto un epilogo positivo ed è stato una valida occasione
per fare esperienze forti e capire tante cose del deserto e degli uomini.
Il percorso
Le tracce e i waypoint
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I Waypoint:
I waypoint
in formato Ozi Explorer |
La storia
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Domenica 20 aprile Dopo
una bella dormita arriviamo a Tunisi e ci apprestiamo a scendere dalla
nave. Franco prende qualcosa da portellone posteriore del suo Toyota
e lo chiude con delicatezza: CRASHHHH! L'intero vetro posteriore va
in mille pezzi distribuendosi equamente sul pavimento della nave: tornateeee,
..... tornateee a casaaaaa!
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Lunedì 21 aprile Mentre
ci alziamo con comodo, i meccanici, chiamati da Salem, hanno montato
i prigionieri nuovi (nuovi, si fa per dire) sulla ruota di Miro e siamo
pronti per andare a fare rifornimento. Abbiamo riempito tutto il riempibile,
e poi via in piazzetta ad aspettare Salem per la partenza.
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Martedì 22 aprile Smontiamo
il campo e ripartiamo di buon mattino (alle 10.00) puntando verso il
confine a Bir Znigra. Lungo il percorso ci fermiamo presso un pozzo
(BIR NOUAR) dove troviamo un nomade con una bimba di circa tre anni
che, appena ci vede, comincia a piangere a singhiozzi senza riuscire
a fermarsi. E non si fermava nonostante le abbiamo regalato un sacco
di giochi e di vestitini. Salem ci ha spiegato dopo che la bimba non
aveva mai visto degli europei, e soprattutto delle macchine, e, considerandoci
al pari di marziani, si era terrorizzata. Alla fine ha smesso di piangere
quando è andata via insieme al suo asino ed alle sue caprette.
Ancora un po' di sosta e poi via verso Bir Znigra, fino al punto NOMADI-1
dove abbiamo incontrato un grosso accampamento di nomadi algerini (a
detta di Salem) che erano intenti a tosare le pecore. Si è vista
subito la differenza con i nomadi tunisini, normalmente molto dignitosi
e timidi. Non appena tirati fuori i sacchetti con i regali le donne,
anziché aspettare che gli venissero donati, infilavano dentro
le mani e ne svuotavano il contenuto. Pazienza, d'altra parte quelle
cose le avevamo portate proprio per loro. Nel frattempo la nostra unità
sanitaria mobile (Sandro e Miro) si occupavano di dare degli antibiotici
ai bimbi dell'accampamento che si erano presi una strana febbre, e Salem
parlava con il capo accampamento per chiedere informazioni. In effetti
questi ci ha avvertito che a Bir Znigra aveva visto un accampamento
di militari algerini, e quindi, date le difficoltà che si erano
create tra Tunisia ed Algeria, per il rapimento dei due austriaci da
parte, pare, di bande armate, vicino al confine, abbiamo pensato bene
di evitare di arrivare fino al pozzo, e di restare molto all'interno
del confine, dirigendoci verso Bir Romane. Lungo il tragitto Salem comincia
ad aver problemi con il radiatore, che comincia a consumare litri di
acqua, e ci dobbiamo fermare spesso per rabboccare (tornateeee,
..... tornateee a casaaaaa!) e tra un rabbocco e l'altro raggiungiamo
il punto PRANZO-22 dove montiamo il telo per la sosta di mezzogiorno.
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Mercoledì 23 aprile Poiché
Salem era riuscito a riparare la ruota nel corso della serata precedente,
siamo partiti normalmente al mattino, dirigendoci verso Bir Romane.
Dopo circa cinque chilometri abbiamo raggiunto un ex campo di ricerca
petrolifera ancora pieno di attrezzature e di ferraglie varie, abitato
da un lucertolone di circa mezzo metro simile ad un piccolo varano.
Dopo aver prelevato qualche souvenir, e dopo che Lorella ha documentato
ogni macchiolina della livrea del piccolo abitante, siamo ripartiti
per fermarci dopo un po' per la successiva lezione di Salem: come cambiare
l'ennesima gomma esplosa, se hai finito quelle di scorta? Semplice,
prendi quella di un altro! E la gomma di Enzo ha cambiato macchina (punto
SALEM-4). (tornateeee, ..... tornateee a casaaaaa!) Naturalmente
l'operazione è stata svolta nella posizione più scomoda
possibile, e così, avendo perso un sacco di tempo, ci siamo fermati
per il pranzo. (PRANZO-23)
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Giovedì 24 aprile Al
mattino siamo partiti verso il pozzo e finalmente verso le 10.00 abbiamo
raggiunto Bir Romane. Ovviamente niente di particolare, un pozzo e due
pali che segnano il confine, ma, si sa', non è la destinazione,
ma il viaggio....
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Venerdì 25 aprile Ci alziamo presto per recuperare un po' del tempo perduto e partiamo verso nord-est. La nostra meta è la sorgente di Ain Ouadette, anche se non pensiamo di raggiungerla in giornata. La sabbia è particolarmente morbida ed è difficile procedere speditamente. Occorre usare spesso sia i verricelli che le strops, e con una periodicità sempre maggiore si deve rabboccare il radiatore del Toyota di Salem. Riusciamo a percorrere solo 16 chilometri fino al punto PRANZO-25 dove ci fermiamo. Solite scatolette di rito e dopo pranzo ripartiamo verso la nostra meta. Lo scollinamento risultava alquanto difficile per via della sabbia morbida, e Nuccio ha infilato il suo Pajero V6 in un fosso da cui non riusciva ad uscire. Ci mettiamo dapprima a tirarlo in due con i verricelli, e poi Franco da solo, e durante questa operazione è avvenuta la TRAGEDIA. Franco che era venuto con un preparatissimo Toyota a cambio automatico, mentre tirava col verricello, ha avvertito un sinistro stridio di ingranaggi al ponte posteriore. Dopo aver aperto il differenziale, abbiamo potuto verificare che la coppia conica era andata, e che quindi la trazione posteriore era assolutamente inutilizzabile (ve l'avevo dettoooo che dovevate tornareeee, ..... tornateee a casaaaaa!).. Abbiamo richiamato gli altri che nel frattempo erano andati avanti ed abbiamo fatto il campo per la notte sul posto, cercando di decidere sul da farsi. Il problema si presentava serio: la zona in cui ci trovavamo era particolarmente ardua per un raggio di almeno trenta chilometri e non era sicuramente possibile affrontarla solo con la trazione anteriore, ed era improbabile riuscire a trainare l'auto senza provocare danni alle altre macchine del gruppo. Salem, che nel frattempo aveva dovuto lasciare la sua macchina a d un paio di chilometri per la rottura della pompa della frizione (punto SALEM-6), ha telefonato a tutti i ricambisti tunisini conosciuti, ma il pezzo non si riusciva a trovare, perché tra l'altro, essendo parte di un cambio automatico, era diverso da quello standard. L'unica soluzione possibile era quella di smontare del tutto il differenziale e portarlo a Douz per cercare qualcosa di compatibile. Abbiamo scelto le due macchine migliori, il Toyota di Nello e il Toyota di Enrico, che l'indomani all'alba sarebbero partite verso Douz per accompagnare Salem a cercare il pezzo, e con il cuore piccolo e la tensione a mille siamo andati a dormire.
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Sabato 26 aprile Quando
ci siamo svegliati le due macchine erano già partite da un pezzo,
e poiché non potevamo fare altro che aspettare, abbiamo deciso
di prendercela comoda. Siamo rimasti sotto l'ombra del telo steso tra
le macchine per tutta la giornata, chiacchierando e giocando a carte
ed esplorando a piedi le dune circostanti.
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Domenica 27 aprile Ci svegliamo con calma in attesa dell'arrivo delle macchine da Douz attese per il primo pomeriggio. Invece verso l'ora di pranzo, con un notevole anticipo, è arrivata la macchina di Nello con Salem e Adriano, con a bordo i differenziali. Ci raccontano che l'altra macchina, con Enrico e Nello, è rimasta a circa 10 chilometri a nord (punto ENRICO) perché ha finito completamente la frizione, e ci aspetta per andarne a prendere una a Douz. Sembra che ci sia un altro grosso problema da risolvere ma Sandro, quale deus ex machina, tira fuori dal suo 4 Runner una frizione completa che si era portato come ricambio, e che era perfettamente compatibile con il Toyota di Enrico. Rincuorati dalla buona notizia (finalmente una!) cominciamo a provare i differenziali sulla macchina di Franco, e purtroppo dopo vari tentativi ci siamo dovuti arrendere all'evidenza: neanche uno era compatibile. Non era possibile riparare l'auto! Non restava che fare l'unica cosa che tutti in silenzio avevano valutato, ma che nessuno aveva voluto esprimere: occorreva lasciare l'auto per tornare a prenderla in seguito, dopo aver trovato il pezzo. Non è facile lasciare la propria auto nel deserto, qualunque fuoristradista lo sa perfettamente, non è facile tornarsene sui sedili posteriori di un'altra auto lasciando tutte le proprie cose incustodite, con il rischio di non trovare più nulla, e non è da tutti riuscire a farlo con il sorriso, anche se forzato, sulla bocca, ma Franco e Graziella sono riusciti a farlo, con grande dignità e spirito di collaborazione. Abbiamo liberato i sedili posteriori della macchina di Enzo (per fortuna non li aveva smontati) abbiamo distribuito i bagagli (quelli possibili) sulle altre macchine, abbiamo trasferito l'air-camping sulla macchina di Miro, abbiamo riparato in modo provvisorio la pompa della frizione della macchina di Salem e siamo ripartiti verso il punto in cui era ferma la macchina di Enrico, ma non siamo riusciti a raggiungerla poiché si era fatto tardi, ed abbiamo fatto il campo al punto NOTTE-27.
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Lunedì 28 aprile Ci
alziamo prestissimo alla mattina e raggiungiamo l'auto di Enrico verso
8.00. Abbiamo verificato che la frizione di ricambio era realmente compatibile
e per tutta la mattinata un numeroso gruppo di volontari si è
ficcato sotto la macchina in un'orgia di corpi, attrezzi ed olio. Un
elogio a tutti ed in particolare a Giuseppe che per la sua stazza ha
avuto il ruolo di crick umano che ha svolto con capacità e professionalità.
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| Martedì 29 aprile Ci
svegliamo presto per avere il tempo di affrontare i problemi che ci
perseguitano, e già avevamo creato i posti per Salem e Toumis
sulle auto di Enzo ed Enrico, in modo da poter lasciare la macchina
sul posto, quando vediamo Salem armeggiare sul motore della sua auto
e dopo un po' lo vediamo mettersi alla guida e riuscire a partire. Miracolo!
Cosa è successo? E' successo che Salem ci ha dato la lezione
più grande di tutto il viaggio dimostrando grande capacità
e spirito di adattamento: ha collegato il circuito dell'olio della frizione
con il circuito della pompa del freno anteriore riuscendo in tal modo
a staccare la frizione azionando il pedale del freno! Certo il metodo
aveva parecchi difetti: frenare e cambiare contemporaneamente non era
un'operazione semplice, ma questo accorgimento ci ha permesso di ripartire
senza grossi problemi, a parte, ovviamente il radiatore che aveva bisogno
di una autobotte appresso.
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| Mercoledì 30 aprile Ci
svegliamo al mattino con due problemi da risolvere. Il primo era di
carattere burocratico: occorreva trovare il modo di far uscire Franco
dalla Tunisia senza la macchina. Infatti per le ferree regole Tunisine
in fatto di importazione di auto sul territorio, non è possibile
uscire dalla nazione senza la macchina con cui si è entrati,
pena una cauzione pari al valore della stessa. Inoltre questo valore
viene stabilito da tabelle della dogana, nelle quali il valore viene
tenuto artificialmente alto. Il secondo problema da risolvere era il
guasto al cambio della macchina di Enzo. Dopo aver interpellato sia
la polizia turistica che la guardia nazionale, Franco e Salem sono andati
alla dogana di Kebili e li, dopo non poche difficoltà, sono riusciti
ad ottenere un permesso valido 30 giorni, trasmesso alla dogana di Tunisi,
per andare in Italia, prendere il pezzo di ricambio e rientrare a recuperare
la macchina. Enzo invece non è riuscito a risolvere il suo problema
(si scoprirà poi in Italia che occorreva smontare tutto il cambio
e non era un lavoro affrontabile da un meccanico di Douz) e si è
trovato costretto a scegliere l'unica opzione possibile, ovvero fare
tutta la strada di ritorno con le ridotte alla folle velocità
di 40 all'ora.
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| Giovedì 1 maggio La mattina ci fermiamo a Tunisi per il consueto giro nel suk, e poi in serata abbiamo finalmente preso la nave. Pensavamo di aver completato la serie delle sfighe di questo viaggio, ma la Grimaldi ha pensato bene di darci l'ultimo colpo. Siamo stati in fila davanti alla nave dalle 20.00 alle 01.00, ben 5 ore bloccati nelle macchine, senza neanche un bagno, in attesa che caricassero tutti i TIR e i container. Alla fine c'è stata una protesta generale, una specie di ammutinamento, e solo allora si sono resi conto che forse era meglio far salire le macchine, e poi proseguire con il carico. Grazie Grimaldi!
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| Venerdì 2 maggio Finalmente arriviamo a Palermo, scarichiamo l'air camping di Franco e i bagagli ed aspettiamo il figlio con il furgoncino che venga a prenderli. Ci salutiamo, tristi al pensiero della macchina lasciata nel deserto, ma speranzosi che tutto vada per il meglio e torniamo tutti a casa. Forse per la prima volta non pensavamo già al prossimo viaggio, ma solo ad arrivare a casa per riposarci da questa vacanza estenuante. |
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EPILOGO Il 16 maggio Franco è ripartito per la Tunisia, e, accompagnato da due suoi amici e da Salem ha raggiunto il punto in cui aveva lasciato la macchina e ..... l'ha trovata perfettamente intatta e senza un graffio. Ha montato il differenziale e l'ha portata fuori dalla Tunisia: a volte i miracoli ... succedono!!! |
Le fotografie
| Le foto di Lorella e Fausto foto1 foto2 foto3 foto4 foto5 foto6 foto7 foto8 Le foto di Enrico e Tano foto Le foto di Sandro e Giuseppe foto Le foto di Enzo (in fase di pubblicazione) Le foto di Raffaele foto1 foto2 Le foto di Nello e Adriano(in fase di pubblicazione) Le foto di Miro e Rocco (in fase di pubblicazione) Le foto di Mario e Mike (in fase di pubblicazione) Le foto di Franco e Graziella foto Le foto di Nuccio e Anna foto |
I componenti della spedizione
Fausto
e Lorella |
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Enrico
e Tano |
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Sandro
e Giuseppe |
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Enzo
e Raffaele |
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Nello
e Adriano |
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Miro
e Rocco |
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Mario
e Mike |
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Franco
e Graziella |
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Nuccio
e Anna |
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Salem
e Toumis |
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