TOUR DELLE 5 SORGENTI A NORD DI EL BHORMA
Una durissima spedizione dal 15 al 27 maggio 2007

Anche quest'anno,
come ormai tradizione, abbiamo fatto la nostra consueta escursione nel deserto
della Tunisia con Salem, nostra guida ed ormai amico di sempre.
Il programma era di visitare i laghi a nord di El Bhorma, arrivando da nord,
da Ain Ouadette e passando ad ovest di Bir Aouine, sfiorando il confine con
l'Algeria.
Per ragioni di tempo a disposizione, e di condizioni meterologiche, il programma
è stato modificato rinunciando a visitare Ain Ouadette, che comunque
avevamo già visto, e decidendo di scendere fino a Bir Aouine lungo
le piste, per poter avere più tempo a disposizione per percorrere il
difficile tratto di dune che si snoda lungo il confine con l'Algeria, intorno
al famoso Punto 23.
Tutto è andato benissimo, in barba al caldo asfissiante, alla sabbia
morbidissima, al vento, e a qualche guasto (brillantemente risolto). E tutti
gli equipaggi si sono mostrati all'altezza della situazione, sia nel controllo
dei mezzi che nella gestione della situazione.
Il percorso
Le tracce e i waypoint
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I Waypoint:
I waypoint
in formato Ozi Explorer |
La storia
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Mercoledì 16 Siamo
partiti la mattina presto verso sud, passando per El Jem. Solite foto
con il dromedario, soliti negozi, soliti venditori di patacche di monete
romane. Dopo una breve sosta siamo ripartiti alla volta di Sousse, Sfax,
Gabes, verso El Hamma, dove inizia la famigerata Pipe line. In realtà
ormai la Pipe line non è più tanto famigerata, visto che
dal cafe Jelili fino a Ksar Ghilan è asfaltata e può essere
agevolmente percorsa anche da una qualsiasi utilitaria.
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Giovedì 17 Partiamo
di buon mattino (alle 10.00 senza alcuna fretta) e percorriamo la pista
sterrata verso sud fino al promontorio di Bir Aouine, che attraversiamo
verso ovest dirigendoci verso Dakhlet el Hachi. Qui cominciano i primi
guai: Sandro che aveva montato nel suo Runner degli ammortizzatori super
speciali, garantiti contro tutto e tutti, comincia a sentire uno strano
rumore ad una ruota anteriore, e si rende conto che questa saltella
impazzita sulle pietre della pista, senza alcun controllo. L'ammortizzatore
super (la cui marca non citiamo volutamente) era praticamente esploso,
perdendo completamente tutto l'olio. Scoraggiamento assoluto e morale
ai piedi (impossibile continuare in quelle condizioni) quando il magico
Salem, se ne esce con un "forse io ho qualcosa!" e dopo aver
guardato nel sacco della sua attrezzatura ha tirato fuori un ammortizzatore
vecchio, rigenerato, ma funzionante, perfettamente compatibile con quello
distrutto. In pochi minuti lo abbiamo montato sulla macchina di Sandro,
ed è inutile dire che ha funzionato perfettamente per tutto il
resto del viaggio, forse meglio di quelli super.
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Venerdì 18 La
notte porta consiglio, e già al mattino Sandro era del suo solito
buon umore, pronto ad affrontare le peripezie del nuovo giorno. Dopo
aver smontato il campo siamo partiti in direzione sud, con l'obiettivo
di raggiungere il mitico punto 23, punto in cui la linea del confine
con l'Algeria fa un angolo. Non che ci sia niente di particolare, tranne
una colonna che lo indica, ma il bello, si sa, non è la meta,
ma il percorso per raggiungerla, e questo era realmente mozzafiato,
con dune altissime e la sabbia che cominciava ad essere troppo morbida
a causa del caldo.
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Sabato 19 Ci siamo svegliati di buon mattino, e siamo partiti alla volta della bellissima sorgente Ain Bou Shammoui che si trova a circa 10 Km a sud. Abbiamo viaggiato senza problemi tra dune fantastiche ed abbiamo raggiunto la sorgente per l'ora di pranzo, ci siamo tuffati nella sorgente come disperati che non vedevano l'acqua da mesi. Dopo esserci rinfrancati, abbiamo montato, come al solito, il telo tra le auto e ci siamo fermati per il pranzo e la siesta per qualche ora. Alla sorgente abbiamo trovato alcuni nomadi con bambini, che abbiamo inondato con i doni portati con noi dall'Italia. Quando il sole è calato un po', abbiamo ripreso la marcia verso est, per raggiungere in serata la sorgente Ain Rag Rag dove abbiamo montato il campo per la notte (NOTTE3). Durante la serata Sandro e Miro hanno spiegato a Salem l'uso dei medicinali portati dall'Italia, per donarli alle strutture sanitarie locali.
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Domenica 20 Dopo
il rito del pane mattutino, preparato da Salem e Toumis, siamo partiti
alla volta del bruttissimo El Bhorma, meta indispensabile per riempire
i serbatoi. Poco prima di El Bhorma abbiamo trovato un grosso accampamento
di nomadi ed abbiamo praticamente svuotato le auto, consegnadogli tutto
quello che ci era rimasto.
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Lunedì 21 Cominciavamo
ad essere stanchi, e l'idea di arrivare fino a Bir Aouine via sabbia,
già non ci sembrava più tanto attraente, comunque abbiamo
deciso di continuare verso nord, per decidere poi il da farsi, in base
all'andamento della giornata.
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Martedì 22 Al
mattino il vento era terminato, ma nessuno di noi aveva più voglia
di rientrare nelle dune, così abbiamo deciso di tornare a Ksar
Ghilan lungo le piste che costeggiano il deserto. Già all'ora
di pranzo eravamo a Ksar Ghilan, e ci siamo finalmente potuti rilassare
nel laghetto, bevendo una fredda Coca Cola offerta dal buon amico Ham
Alì. Abbiamo trascorso il pomeriggio all'oasi, ed in serata,
non avendo più alcuna intenzione di dormire in tenda, siamo partiti
alla volta di Douz, facendo il giro dalla pipe line.
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Mercoledì 23 Al
mattino ci siamo ritrovati nella piazzetta di Douz per i saluti di commiato
con Salem e Toumis. Solo io e Lorella siamo rimasti ancora a Douz, per
fare visita alla famiglia di Salem, conosciuta l'estate precedente in
occasione del suo matrimonio, mentre gli altri sono partiti verso Tozeur
e le oasi di montagna, per poi prendere la nave del 24 (tranne Miro
che ci avrebbe aspettato a Tunisi fino al 27).
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Giovedì 24 La
mattina siamo stati in giro per Douz e siamo andati a trovare Saida,
una amica conosciuta in estate. Saida è una tra le teste più
dure conosciute in Tunisia. La sua ospitalità è travolgente
ed è inutile tentare di arginarla, tanto lei, quando le conviene,
fa finta di non capire e continua ad offrirti tutto quello (moltissimo)
che riesce a preparare, come per magia, in pochi minuti.
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| Venerdì 25 Nella
tarda mattinata abbiamo copiato le foto fatte nel deserto sul computer
di Salem (imparerà mai ad usarlo?) e siamo ripartiti alla volta
di Tozeur, con l'intenzione di percorrere la mitica pista di Rommell,
vicino a Chebika. Siamo riusciti a trovarla solo grazie alle tracce
che avevo memorizzato sul GPS, percorrendo un lunghissimo sterratone
prima di riuscire a trovarla, ed arrivati alla sua base abbiamo trovato
una strada cementata che si inerpicava su per le montagne.
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| Sabato 26 Abbiamo
raggiunto Monastir, con l'intenzione di pranzare al ristorante italiano
della signora Maria, già pregustando la pepata di cozze presa
in estate, ma, sorpresa, non solo non c'era la signora Maria,
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Domenica 27 Giorno della partenza. Prendiamo la nave alle 11.00 e dopo una traversata alquanto agitata abbiamo raggiunto Palermo in serata, dove ci aspettavano Lorenzo ed Emanuele, che già erano rientrati del tutto nel tran tran lavorativo. Giusto il tempo di raccontarci le reciproche esperienze e di salutarci calorosamente, e poi via verso le rispettive città, programmando segretamente il percorso del prossimo viaggio. |
Le fotografie
| Le foto di Lorella e Fausto foto1 foto2 foto3 foto4 foto5 foto6 foto7 foto8 foto9 foto10 Le foto di Enrico e Tano foto Le foto di Sandro foto Le foto di Fabio foto Le foto di Miro e Giuseppe foto1 foto2 foto3 foto4 Le
foto della cena di "commemorazione"
foto |
I componenti della spedizione
Fausto
e Lorella |
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Enrico
e Tano |
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Sandro
e Fabio |
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Miro
e Giuseppe |
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Lorenzo
e Emanuele |
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Salem
e Toumis |
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